1-15 Ottobre 1985
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Nella generale crisi dei movimenti giovanili dei partiti ha colpito il successo del festival dei giovani democristiani a Bergamo. Dopo un lungo sonno i giovani democristiani sembrano aver trovato una singolare sintonia con idee e valori del mondo giovanile ma resta ora da tradurre questo sentire comune in coerente azione politica.
Nel difficile matrimonio tra sviluppo e solidarietà i giovani democristiani riuniti a Bergamo hanno cominciato a lavorare sul metodo con cui affrontare le tendenze del presente per costruire il domani.
Se i pentiti, in cambio della clemenza, dovevano fornire allo Stato elementi utili a individuare a debellare il terrorismo, i dissociati non possono ormai offrire altro che il loro soggettivo comportamento; eppure lo Stato non può essere insensibile al loro recupero: un problema che la DC sente e tratta con sensibilità tutta particolare.
Più che centrato sui soli nuclei di seggio, il modello organizzativo preferito dai democristiani milanesi dovrebbe abbracciare intanto tutto il territorio metropolitano e poi piegarsi alle realtà del nuovo associazionismo, del volontariato, degli ambienti e anche della sezione territoriale laddove essa conserva una rispondenza a realtà
locali più ridotte e compatte.
Rispondono alle domande di Politica sulla nuova giunta fiorentina: Giuseppe Matulli, segretario regionale e coordinatore della DC per il comune di Firenze, Gianni Conti, ex assessore all'urbanistica e attuale capo gruppo
della DC, Pier Luigi Ballini, capogruppo della DC durante la giunta di pentapartito dal 1983 al 1985.
Oltre a superare la vecchia distinzione tra legittimità e merito ed inserire criteri più aggiornati di efficienza e rendimento, la riforma dei comitati di controllo sugli enti locali deve impedire che in essi si ripresentino gli stessi equilibri politici e talvolta gli stessi uomini delle amministrazioni controllate.
L'Alto Adige dopo le elezioni del 12 maggio
Spia di un disagio che negli ultimi anni ha colpito soprattutto il gruppo linguistico italiano, l'affermazione missina nelle elezioni di Bolzano non risolve certo i problemi ma· semmai li radicalizza; invece la convivenza potrà guadagnarci se in ciascuno dei due gruppi linguistici prevarranno le posizioni più ragionevoli e tolleranti.
Fin dalla prima industrializzazione la cultura italiana ha tardato a percepire tutti i cambiamenti intervenuti nei rapporti sociali. Ecco perché, a differenza degli altri paesi europei, le relazioni industriali da noi vengono sempre viste come scontro ideologico anziché come processo che crea ricchezza.










