8-9 - Agosto-Settembre 1990
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Editoriali

...prima che arrivi la videocassetta

Settantasei - ...prima che arrivi la videocassetta pagina 5-6

Poiché di retorica, com’è giusto peraltro viste le difficoltà finanziarie e politiche in cui abbiamo agito, si è già occupato il mio "vicino di spazio" Franceschini, per la gioia dei miei pochi ma generosi lettori andrò subito al sodo senza tanto tergiversare.

Che senso può avere Chianciano '90? In che stato è la sinistra della Democrazia cristiana, in cui militiamo?

C'è ancora uno spiraglio per una battaglia lucida fatta sia di tattica che di strategia alla luce degli avvenimenti di questa "lunga estate calda"?

La sinistra delle "distinzioni"

Quando dicemmo, prima al Congresso, poi in Consiglio nazionale, poi su queste pagine e negli spazi politici che ci furono concessi in questi mesi, che bisognava avere il coraggio di andare in minoranza e di fare opposizione, qualcuno Ironizzò sulla nostra giovane età e sulla nostra inesperienza. Purtroppo questi detrattori, seppure in buona fede, hanno dovuto ricredersi: una maggioranza, anche occulta talvolta, c'è sia nel paese, almeno in quello legale, sia nel partito, e non bastano i "pannicelli caldi" per esorcizzarla.

Detto questo ribadiamo che una "distinzione" senza reale opposizione, costruttiva per carità, propositiva anzichenò, non esiste, se non nella fantasia di quella categoria, purtroppo sempre più diffusa, dei "dorotei di sinistra".

Ne è stata una prova la questione della legge Mammì dove, a una posizione chiara e coerente che ha portato alla dimissione di ben cinque ministri della Repubblica, non ha fatto seguito tanta coerenza né nel caso dei "sottosegretari congelati" (a qualcuno piace freddo...) né sul voto dove, se per "disciplina di partito" si deve votare la "fiducia" al governo, non sarebbe forse stato intempestivo, né sbagliato, astenersi, mostrando al Paese chi davvero ha voluto quella legge e chi davvero non ha voluto emendamenti migliorativi.

In prossimità del congresso...

Qualcuno ha pensato, e qualcuno lo ha detto con chiarezza, che il prossimo congresso nazionale è "l'Ultima spiaggia" della sinistra dc ed allora immagina che un rapporto privilegiato con questo o quel pezzo della maggioranza di partito debba essere costruito da oggi. É vero, i congressi non si vincono se non con i voti congressuali, ma allora ci si proponga in assemblea di gruppo con chi e perché e soprattutto su cosa fare una alleanza.

Ed inoltre ci si spieghi perché mai una maggioranza così dura ed autosufficiente quando c'è da fare le "nomine" o da sostituire ben cinque Ministri della Repubblica, non mostri mai un reale cedimento o, che so, un'apertura mentale, al di là delle vuote parole di invito ad una "unità" di cui mai si conoscono i contorni reali. Perché, di grazia, la maggioranza dovrebbe aprirci le braccia proprio ora?

La "rete" e la "corrente"

In tutto ciò, come un ciclone, si è inserito il problema di identità e di scelte politiche posto da Leoluca Orlando. Non si può liquidare questo problema, almeno noi della sinistra dc, come una "lotta per le investiture", semmai questo la lasciamolo fare a "Il Giornale" di Montanelli (e Berlusconi) o a il "Corriere della Sera", il problema è più serio: come far rinascere la vena popolare e cattolico democratica del nostro pensiero; come far seguire alle enunciazioni i fatti; come essere riferimento progressista del Paese mentre Forlani e Andreotti ci schiacciano verso un destino da "polo conservatore". Questo è ciò che Orlando dice alla "corrente". Con, in più, la preoccupazione, umana e politica, di non far finire il ragionamento sulla nuova "politica" nell'ambito di un solo partito o di una sola corrente.

É un problema che non esiste? É un problema da poco? Certamente anche la "rete" va esplicata più chiaramente: qual è il rapporto tra individuo (o meglio la persona), l'associazionismo e i partiti? Come fare affinché non ci si trovi sempre gli stessi in tutte le associazioni o i gruppi, informati e non, cattolico democratici, ma anzi si sia una risorsa per la riforma dello Stato e del Paese?

Tutto ciò non è possibile chiarirlo senza affrontare anche il rischio di sbagliare, ma la sinistra dc non può tirarsi indietro da questo se vuole mantenere il suo ruolo di sinistra del Paese, all'interno della Dc e, meglio ancora, di "sinistra dei valori".

Chianciano 1990

Ecco perché Chianciano può divenire l'ultimo convegno di una serie ed il primo di una nuova fase storica nello stesso tempo: se daremo spazio al dibattito sui contenuti programmatici, su cui misurarci e su cui misurare; se avremo il coraggio di discutere senza i limiti tattici imposti dal "Congresso possibile"; se ci sarà una unità fondata sulle battaglie da impostare e non sui "contatti" da corridoio; se si vorrà anche tener conto di generazioni venute al partito con Zaccagnini (e spesso solo per lui) e cresciute nella Dc di De Mila e disposte a rischiare, come abbiamo ratto "Settantasei", in proprio.

Se questo avverrà, se non sarà la solita passerella, se sapremo indicare un programma ed una strada per il futuro, allora torneremo anche il prossimo anno.

Altrimenti, per cortesia, di Chianciano ’91 mandateci una videocassetta, tanto l'ordine degli interventi "programmati" lo conosciamo già.