Piero UGOLINI
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Oltre ad evitare che l'intervento nel terzo mondo del nuovo sottosegretariato possa disperdersi in
mille rivoli, occorre poi una stretta concatenazione tra aiuti alla fame e aiuti allo sviluppo, perché gli interventi d'emergenza non finiscano per deprimere, anziché stimolare, la produzione locale.
Sulla base delle esperienze compiute finora nei paesi in via di sviluppo – comprese quelle italiane riassunte nel libro bianco dei ministero degli esteri sulla cooperazione allo sviluppo negli anni 1981-84 – emerge la necessità di valorizzare la produzione agricola e il mondo cittadino con aiuti diffusi in infrastrutture, potenziando semmai, rispetto al passato, gli interventi diretti nelle colture alimentari.
Dibattito sul saggio di Giovanni Galloni «Una proposta per gli anni 80»




