1 Giugno 1985
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lo scontro del referendum tende ad assumere significati che vanno al di là dei quattro punti di contingenza non escluso un certo spirito di rivincita del partito comunista. In realtà da una parte ci si batte per un garantismo parassitario e conservatore,
La sconfitta comunista conclude un ciclo apertosi nel 1975 e sanziona il declino iniziato già da qualche anno con il fallimento delle giunte rosse sfibrate dalla inconcludenza e dalla questione morale. Il calo del PCI va ricondotto soprattutto all'assenza di una linea strategica, ai legami ideologici che lo vincolano in politica estera, al rassegnato attaccamento ad una vecchia cultura. Anziché sbandierare la loro «diversità» i comunisti debbono ora riflettere profondamente sulla loro identità.
Più che la crescita socialista, che è rimasta al di sotto delle previsioni, il crollo comunista ha permesso un primo spostamento nei rapporti di forza tra i due partiti della sinistra.
I risultati elettorali confermano che la forza dei partiti laici non si discosta dal 10 per cento dei suffragi, sicché essi sarebbero più utili al paese se abbandonassero ogni velleità da grande potenza e si disponessero ad una maggiore coerenza sui programmi e sulle alleanze riassumendo quel ruolo di coscienza critica che fu caro ad Ugo La Malfa.
In mancanza di un sistema elettorale adatto ad una democrazia matura, gli elettori fanno quello che possono e lo fanno saggiamente, usando tutti i margini di mobilità che il sistema politico consente.
Tavola rotonda (prima parte)
Alcuni protagonisti del successo democristiano nei grandi centri – Bodrato, Mattarella, Andreatta, Matulli – a confronto sui modi e i temi della campagna elettorale. Su questo numero la prima parte della tavola rotonda.
Come crescerà
Quelli dei verdi sono voti conquistati sotto la spinta dell'ondata ecologica. Ma per gli eletti i problemi cominciano ora che devono qualificarsi nella vita quotidiana degli enti locali.
Oltre al problema della finanza locale, che va corretta per responsabilizzare gli amministratori, resta da condurre in porto la riforma delle autonomie, che è a mezza strada in parlamento e che investe la funzione delle provincie, la sopravvivenza delle circoscrizioni e il ruolo stesso dei comuni.
Ogni anno cresce paurosamente il debito pubblico in rapporto al prodotto nazionale: ecco i criteri del programma di rientro della finanza pubblica elaborato dal ministro del tesoro.
Se si tiene conto dell'economia sommersa, il numero dei disoccupati sarebbe sensibilmente diverso
da quello delle cifre ufficiali: ma allora quanti sono i disoccupati?










