Dicembre 1989
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Zaccagnini, non sottovalutava mai le «regole», né quelle istituzionali, né quelle del mercato, anzi nutriva grande ammirazione per i competenti delle une e delle altre.
La prima regola era tuttavia ricordarsi la proiezione divina che è nell'uomo e per l'uomo.
Il ruolo e l'iniziativa possibile dei cattolici democratici, oggi in Italia, si ritrova nei discorsi di Zaccagnini. La rottura della solidarietà e le «colpe» del Pci, non misero in crisi la linea politica del confronto nel cammino necessario verso la democrazia compiuta.
«II Pci esiste e la sua revisione è uno dei problemi centrali della Democrazia italiana». Alimentare nel Psi il filone proprio dell'umanesimo socialista.
Mite ed intransigente, disponibile e fermo, aperto al dialogo, ma inflessibilmente legato ai grandi ideali.
La politica vissuta come vocazione forte, come un richiamo della coscienza.
Prima dei delegati ai congressi, lo votava, lo voleva la gente comune.
La sua popolarità divenne diffusa e capillare come quel suo cognome abbreviato: per tutti fu Zac.
Tommaso Moro, ufficiale medico della Brigata Garibaldi. Per l'azione militare, Tommaso Moro, presidente del Cln, vuole conoscere il Comandante, l'ormai leggendario Bulow. L'incontro avviene vicino alla Chiesa di Pangipane e Zaccagnini, quasi con incredulo stupore, riconosce ed abbraccia Boldrini, suo vecchio aspirante. Nasce l'VIII Brigata Garibaldi, nella diversità di fedi e di ideologie, ma nella sofferta convergenza e nell'irrinunciabile unità per la difesa dei diritti e dei valori dell'uomo.
«Per il romagnolo la passione politica costituisce una seconda natura, anzi, è il modo più reale, istintivo, di esprimere la propria natura umana. Per un vero romagnolo, infatti, la politica, in perfetta sintonia con il proprio carattere, non sarà mai contenibile nella classica definizione di arte del possibile. Essa non è e non può essere concepita che come tensione all'impossibile e testimonianza di volontà che tende al superamento di ogni condizionamento del reale».
In Zac, leader nonostante la sua volontà, i giovani trovarono il riflesso di quella idealità e tensione che ciascuno sente dentro di sé.
La capacità di incarnare i valori cristiani nell'azione politica.
Nella Festa dell'Amicizia di Fiuggi del 1983, incitò i giovani a riprendere l'iniziativa politica ormai ferma da troppo tempo.
Dopo le elezioni amministrative del 1975, l'imminente pericolo del «sorpasso» del Pci: dalla crisi della segreteria Fanfani alla elezione di Zaccagnini candidato da Moro. La riconferma al XIII Congresso nazionale del 1976, contro la candidatura Forlani. Il recupero del ruolo e dei significati dell'essere oggi partito popolare: l'esigenza di esprimere la sintesi degli interessi nazionali. L'indimenticabile prima Festa dell'Amicizia di Palmanova. Le fasi alterne della politica di solidarietà nazionale.
Zaccagnini non fu presente all'atto di formazione della «sua» area, ma qualche giornalista intuì subito, chiaramente, come di fronte allo «sbiadimento della spinta innovatrice che sembrò ad un certo punto animare la Dc, il segretario del • rinnovamento aveva chiamato a raccolta tutte le forze per tentare di trasformare il suo partito, di non tornare indietro dalla politica del confronto a quella di uno scontro che egli giudica ormai appartenere alla preistoria politica».
Gli ultimi dieci anni, gli interventi sulla dimensione morale e sulla politica al servizio dell'uomo, sulle motivazioni religiose dell'impegno politico.
Nel presente «magnifico e drammatico» appare urgente il ripristino di una giusta valutazione dell'ispirazione cristiana.
La preoccupazione per la sofferenza e la delusione per quanti con la crisi provavano «la fine di una speranza».
La figura di Zaccagnini rimane la risposta forte e persuasiva alla questione morale ed alla crisi generale della politica.
L'impegno di portare la politica all'altezza dell'uomo comune. Piaceva alla gente quel parlare normale e in spirito di verità.
Alla ricerca nel mondo cattolico di energie fresche e di un nuovo ceto dirigente per il partito.
Le inquietudini per gli straordinari eventi internazionali: cadendo l'errore bisogna pensare all'errante.
Così è stato ricordato
Così è stato ricordato
Così è stato ricordato
Così è stato ricordato
Così è stato ricordato
Così è stato ricordato
Hanno detto
la Discussione n. 40 dell'11 novembre 1989
Hanno detto
IL Sole 24 Ore del 7 novembre 1989
Hanno detto
la Discussione n. 40 del 7 novembre 1989
Hanno detto
Il Sole 24 Ore del 7 novembre 1989

























